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Che cos’è la corrosione galvanica

person Pubblicato da: Riccardo Ruggeri list In: Corrosione Galvanica comment Commenti: 0 favorite Visualizzazioni: 33

Che cos’è la corrosione galvanica

La corrosione galvanica è una reazione elettro-chimica che si innesca quando metalli di diverso potenziale elettrico, immersi in un liquido conduttore (detto elettrolita), entrano in contatto tra loro, direttamente o per intervento di un ulteriore elemento che funge da collegamento.

La corrente elettrica che si genera è capace di intaccare il metallo con il potenziale più basso (anodo), di norma il metallo meno “nobile” , corrodendolo.

La corrosione galvanica in barca

L’acqua, essendo un ottimo elettrolita, costituisce un ambiente altamente favorevole all’innesco di questo fenomeno, mettendo in serio pericolo i metalli immersi dell’imbarcazione (elica, asse, chiglia, deriva, presa a mare, ecc..) e tutti i componenti metallici che sono in contatto con questi elementi (valvole, tubazioni, ecc..).

Più alto è il grado di salinità dell’acqua e la sua temperatura, maggiore è la probabilità di corrosione.

Come proteggersi. Gli anodi sacrificali

La soluzione più efficace per proteggere la nostra imbarcazione consiste nell’utilizzo di anodi  opportunamente posizionati, sui quali fare confluire le correnti elettrolitiche. Questi elementi di metallo meno nobile (comunemente zinco, ma anche magnesio o alluminio) permettono con poca spesa di impedire che siano le parti più importanti e costose dell’imbarcazione a subire i processi corrosivi. Per questo motivo vengono comunemente definiti zinchi o anodi sacrificali.

Tipi di anodo

La natura dell’acqua in cui l’imbarcazione è immersa influenza notevolmente il processo corrosivo rendendo la scelta del tipo di anodo dipendente dalla situazione specifica.
In acque salate si utilizzano anodi di zinco o alluminio.
In acqua dolce, meno conduttiva dell’acqua salata è preferibile utilizzare il magnesio, materiale meno nobile di zinco e alluminio e capace dunque di una migliore protezione attraverso una minore resistenza alla corrosione, qualità che ne sconsiglia l’utilizzo in acque salate.

Manutenzione degli anodi

E’ fortemente consigliabile controllare periodicamente lo stato di usura degli anodi.
La sostituzione di questi componenti va effettuata ad ogni carenaggio o al più tardi quando presentano un’usura pari al 75%.

Se dovessimo notare che a distanza di qualche tempo un anodo non presenta segnali di corrosione è bene procedere alla ricognizione della causa, poichè tale situazione rappresenta il chiaro segnale che le correnti galvaniche non sono correttamente convogliate su questo elemento. Più raramente la colpa può essere anche imputata alla cattiva qualità del materiale dell’anodo, nel qual caso procedete all’immediata sostituzione.

Come ultimo consiglio, non verniciate gli anodi!

Quando gli anodi non bastano. Gli Isolatori galvanici

Le acque portuali sono solitamente cariche di correnti elettriche, spesso disperse dai cattivi impianti presenti sulle imbarcazioni collegate alla rete della banchina. Ciò, come sappiamo, causa la corrosione dei metalli immersi e anche qualora potessimo contare su un ottimo sistema di anodi sacrificali, questi subirebbero un processo di corrosione particolarmente veloce.

Se la nostra barca rimane ormeggiata in porto per lunghi periodi, esponendosi a corrosioni persistenti, consigliamo di installare un isolatore galvanico, un semplice apparato che ci permetterà di essere protetti da sovratensioni provenienti dalla rete elettrica della banchina e completamente isolati dalle correnti elettrolitiche.

L’isolatore galvanico costituisce un elemento aggiuntivo di sicurezza pertanto non sostituisce gli anodi, che devono essere regolarmente e correttamente istallati, nonché periodicamente controllati.

Altri accorgimenti anti corrosione in barca

La corrosione galvanica non riguarda soltanto le parti immerse ma può interessare qualsiasi metallo anche se soltanto esposto all’aria salmastra. Consigliamo pertanto di evitare l’accoppiamento di metalli diversi tra loro o, quando ciò non sia possibile, di interporre un isolante che ne impedisca il contatto diretto.

Per applicare ad esempio un accessorio inox su un supporto di alluminio possiamo utilizzare una sottile lastra di gomma, plastica o qualsiasi altro materiale non conduttivo. In casi in cui tale soluzione risulta impossibile (il caso per es. di una vite) o non pratica, esistono prodotti in pasta (es. Duralac) che sono facilmente utilizzabili in ogni situazione.

Inoltre ricordiamo che le leghe, che sono composte da due o più metalli diversi, sono particolarmente soggette alla corrosione. Per questo motivo, consigliamo di usare soltanto sistemi di fissaggio adatti ad un uso marino (inox aisi 316). Il risparmio di pochi centesimi nell’acquisto di fascette o collari di materiali più scadenti e/o combinati (inox 304 + zinco) può metterci in serio pericolo, soprattutto se utilizzati su elementi immersi.

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